Monday, March 24, 2008

NON FACCIO PIU’ L’AMORE CON IL SAPORE, FACCIO L’AMORE CON AMORE(TALK DI DON PIGI AL RITIRO DEL 15 MARZO 2008)

La definizione di Amore si adatta a qualunque tipo di esistenza, tanto laica quanto sacerdotale.

Dio è Amore. Se parliamo di Amore non possiamo non parlare anche di Dio. Possiamo paragonare l'Amore a un fiume, ad esempio il Po. Il fiume si può risalire fino alla sorgente, se facciamo lo stesso con l'Amore troviamo che la sorgente dell'Amore vero è proprio Dio, Egli è Amore puro. Quindi di conseguenza "Fare l'amore con Amore" significa fare l'amore con Dio.

Nella 1° lettera di Giovanni, al capitolo 4 dal versetto 7 in poi leggiamo un vero e proprio inno a Dio che è Amore:

"Carissimi, amiamoci gli uni gli altri perché l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio"

Per far capire all'uomo l'Amore di Dio, la Bibbia usa tre immagini: tutte parlano di Dio, che dobbiamo intendere come Trinità, ovvero il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, poiché il Padre ama il Figlio e il Figlio ama il Padre e l'Amore che lega le due Persone non è altro che lo Spirito Santo.

Le immagini sono:

  1. L'AMORE PATERNO: Osea 11, 1-4
  2. L'AMORE MATERNO: Isaia 49, 14 e ss.
  3. L'AMORE SPONSALE/ MATRIMONIALE: Osea 11, 7 e ss.

In questo ultimo brano di Osea, Dio immagina il popolo di Israele come la sua donna, la fidanzata, la moglie. Ma è una donna adultera, che lo tradisce. Pensiamo se capitasse a noi, pensiamo a quanto capita a molte coppie al giorno d'oggi: il sogno di un amore eterno, che superà le difficoltà e l'età si spezza e si arriva al divorzio. Ma anche Dio fa così? Anche Dio divorzia dalla sua sposa? La risposta è al capitolo 2 di Osea (Osea 2, 21 e ss.): Dio supera il tradimento perché il suo amore è:

    GRATUITO: tutto ciò che Dio fa, lo fa per amore. A partire dalla Creazione, tutte le opere     di Dio si basano sull'amore. Dio crea l'uomo perché egli capisca il Suo amore grande.

FEDELE: non c'è divorzio né valore degli idoli che tengano. Dio cerca il suo popolo per riconquistarlo.

SEMPRE PRONTO A RICOMINCIARE: Dio ama il Figlio, ma quando la creatura si ribella a Dio e si allontana da Lui, Dio manda Suo Figlio, il Suo Amato e lo sacrifica. Confondendolo con i peccatori, con gli uomini, e sacrificandolo per essi, Dio mostra la profondità e la determinazione del Suo amore per noi. La morte di Gesù serve quindi per ricucire il circuito d'amore interrotto dall'uomo. (cfr Romani 5, 6-10).


 

Ma cos'è allora questo Amore? L'uomo confonde spesso il concetto di amore con quello di eros, cioè l'amore sensibile, sia corporale che mentale. Per descrivere l'amore di Dio, invece, si utilizza un'altra parola greca agape, cioè il riflesso dell'amore di Dio nell'uomo. Eros diviene quindi, nell'ottica di Dio, una "pedana" ad agape.

Se immaginiamo di chiamare due persone A e B e indichiamo con F la felicità, possiamo tracciare il seguente schema:


 

A         B


 


 


 

FA        FB


 


 

Questa è la rappresentazione del mondo moderno, dove ogni uomo/donna cerca la propria felicità, senza preoccuparsi dell'altro. Un mondo così è egoista e triste. La frase latina che meglio esprime questo concetto è Homo homini lupus.

Quando però entra in gioco l'amore, lo schema cambia:


 


 

                A            B

                FA            FB    


 

A si occupa della felicità di B e, così facendo raggiunge la sua felicità. Questo rapporto, che deve necessariamente includere la reciprocità, è definito contro-natura, perché l'amore naturale è quello descritto dal primo schema che abbiamo tracciato.

Questo tipo di amore significa sacrificio ed è caratteristico di ogni tipo di amore (paterno, materno, coniugale, per la suocera, ….). Forse A non conosce fino in fondo cosa rende felice B, ma bisogna comunque metterci la buona volontà e avere l'intenzione di rendere felice l'altro.

L'Amore non è l'intesa. Il vecchio codice canonico aveva una concezione contrattualistica dell'amore, cioè lo definiva come un accordo tra due persone. Ma giuridicamente un contratto si basa su un semplice scambio di beni o di soldi, pertanto questa concezione risulta meschina. L'amore si dovrebbe basare invece sull'idea che una persona è così tanto affascinata dall'altra che è se stessa solo con questa persona e senza di lei non può vivere.

La stessa definizione di coniuge, che letteralmente significa "tutti e due sotto lo stesso giogo" rimanda al tipo di amore che abbiamo sopra descritto. Il giogo è l'amore di Dio e con questo uomo e donna divengono una carne sola e dove c'è una sola carne c'è anche un solo spirito.

Come ci dice Tertulliano (Ad uxorem II, 6-9):

"Chi potrà descrivere la felicità del matrimonio che la Chiesa consacra, confermato dall'Eucarestia, sigillato dalla benedizione, acclamato dagli angeli, accettato dal Padre? Com'è bello il giogo che unisce due credenti che hanno la stessa speranza, lo stesso desiderio, la stessa regola di vita, la stessa volontà di servizio. Uniti nella Chiesa di Dio, uniti davanti alla Mensa del Signore, uniti nelle difficoltà e nelle persecuzioni e nella pace. Niente si nasconde all'altro, niente si evita all'altro, niente è pesante per l'altro…..Il Cristo vedendo tutto ciò si rallegra e manda loro la sua pace. Là dove sono i due è Dio e dove c'è Dio non c'è il maligno."

E dopo le parole di Tertulliano, a conclusione di questo insegnamento, riporto le parole di invito del papa ai giovani:

"Ricordate sempre che siete "tempio dello Spirito"; lasciate che Egli abiti in voi e obbedite docilmente alle sue indicazioni, per portare il vostro contributo all'edificazione della Chiesa (cfr 1Cor 12,7) e discernere a quale tipo di vocazione il Signore vi chiama. Anche oggi il mondo ha necessità di sacerdoti, di uomini e donne consacrati, di coppie di sposi cristiani. Per rispondere alla vocazione attraverso una di queste vie siate generosi, fatevi aiutare col ricorso al sacramento della confessione e alla pratica della direzione spirituale nel vostro cammino di cristiani coerenti. Cercate in particolare di aprire sinceramente il vostro cuore a Gesù, il Signore, per offrirgli il vostro "sì" incondizionato.

Cari giovani, questa città di Roma è nelle vostre mani. A voi il compito di renderla bella anche spiritualmente con la vostra testimonianza di vita vissuta nella grazia di Dio e nella lontananza dal peccato, aderendo a tutto ciò che lo Spirito Santo vi chiama ad essere, nella Chiesa e nel mondo. Renderete visibile così la grazia della misericordia sovrabbondante di Cristo, sgorgata dal Suo fianco trafitto per noi sulla croce. Il Signore Gesù ci lava dai peccati, ci guarisce dalle colpe e ci fortifica per non soccombere nella lotta contro il peccato e nella testimonianza del suo amore." (celebrazione della penitenza con i giovani della diocesi di Roma in preparazione alla
XXIII Giornata Mondiale della Gioventù, Omelia di Sua Santità Benedetto XVI, 13 marzo 2008).


 

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