Friday, February 08, 2008

Siamo i nuovi " missionari ": portiamo Gesù in discoteca


 

Gruppo di adolescenti di fede evangelica ferma i ragazzi davanti ai locali per parlare di regione, ma anche per invitarli a bere una birra e pregare nel loro pub. E molti accettano.


 

" Dio c'è ed è tra noi " questa è la filosofia di Elisa, Letizia, Roberta, Romina, 4 adolescenti milanesi ( la maggiore non ha più di 16 anni ) che indossano T-shirt con scritte inconsuete della loro età: " spesso è presto. ", " canne solo da pesca ", coca solo Light ".

Solo loro, assieme a un gruppo di ragazzi di età compresa tra i 13 e il 27 anni, i nuovi " missionari evangelici della strada " regalando T-shirt e volantini, portano la parola di Dio tra i giovani che possono sbagliare strada, tra droghe le compagnie poco raccomandabili. Tutti i fine settimana si radunano al pub , " le pecore " in Brera girano in gruppo per le discoteche e i locali di Milano ( ma i " colleghi " degli evangelizzatori si aggirano anche per le strade di Padova e Bisceglie è presto di altre città ), fermano i coetanei " discotecari " che fumano o iniziano a fumare spinelli o a consumare alcolici, tenendo di fargli capire che il divertimento si può trovare anche senza troppi sballi. Anche le ragazzine con i jeans a vita bassa, truccatissime e desiderose sentirsi semplicemente " più grandi " , vengono fermate e la frase è sempre la stessa:, " arrivare vergini al matrimonio è una virtù, l'amore è un dono che non può essere consegnato guasto " . E sono un vero e proprio esercito di adolescenti che, grazie anche a testimonial famosi come la cantante Ornella Vanoni e il campione dell'Milan Riccardo kakà, fanno conoscere ai giovani la fede cristiana evangelica. Questi ragazzi sono parte del popolo del Ministero sabaoth (in ebraico Dio degli eserciti), la Chiesa evangelica fondata 13 anni fa dal pastore Roselen Boerner, una brasiliana di 38 anni. Tra studi della Bibbia, preghiere, ma anche musica e danza, il movimento evangelico in Italia raccoglie circa 400.mila fedeli, 4 mila soltanto Milano. " Siamo circa 20 matti, che vanno tra i giovani a fare proseliti ", spiega con l'entusiasmo la responsabile del gruppo degli adolescenti evangelici, Raffaella Sciuto, 29 anni. " Ci raduniamo indossando le nostre T-shirt anti - vizio e portiamo la Bibbia in giro per Milano. I ragazzi ci fermano incuriositi. I giovani vogliono sempre conoscerci. Ci chiedono dell'iniziativa e alcuni scettici ci domandano anche: " i preti quanto vi pagano? ", ma per noi la risposta è una sola: lo facciamo perché la cosa più bella della nostra vita. Noi ci divertiamo così ". I giovani evangelici che arrivano nei locali o nelle discoteche non si abbattono neanche quando i gestori, un può allarmati, non li fanno entrare. " Non ci facciamo intimorire e andiamo avanti per la nostra strada ", spiega Raffaella. " In realtà non facciamo altro che conoscere coetanei e raccontare loro le nostre esperienze. Poi le nostre magliette attirano tutti. Due settimane fa davanti alla discoteca "Borgo Del Tempo Perso "abbiamo regalato 200 magliette: alla fine tutti i giovani ballavano con i nostri slogan stampati sul petto ". Tra i " missionari "ci sono ragazzi con alle spalle esperienze di vita non facile: dicono che l'incontro con Gesù li ha cambiati come Giuseppe Giannone, 21 anni siciliano. "Rubato per comprare la droga ", racconta, " poi, un giorno, ho letto su un calendario una frase della Bibbia: da quel momento cambiato tutto come se mi fossi illuminato. Un amico mi ha accompagnato in chiesa della mia vita si è trasformata. Da un giorno all'altro Gesù mi ha detto di venire a Milano. Ed eccomi qui, a lavorare al pub le pecore " .

Ma la vita dei giovani evangelici ha riservato molte sorprese anche alla responsabile del gruppo, Raffaella Sciuto. ex comunista, sposata, con Deivi,, 26 anni, colombiano. La comitiva che frequentavo mi ha portato a trovare tutte le droghe possibili ", racconta Raffaella " ogni sera ballavo ritornavo a casa completamente fatta. Mi ripetevo continuamente oggi l'ultima volta che mi drogo ", e dentro di me, chiedevo l'aiuto di Gesù. Invece mi " facevo " sempre di più. Un giorno sono arrivata al pub le pecore. Un Non lo conoscevo. Con un mio amico, prima di andare in discoteca, che siamo fermati a bere qualcosa, scendendo le scale ho visto una una scritta enorme: Gesù. Sono rimasta folgorata. Da quella sera sono tornata spesso al pub. Mi ha contagiato la straordinaria voglia di divertirsi dei giovani che lo frequentavano, tra la musica e i balli ma senza mai cadere in eccessi. È stato grazie a loro che mi sono staccata dalle cattive abitudini: con i nuovi amici non ho mai non recitare come quando frequentavo le vecchie compagnie, ho ritrovato me stessa. I miei genitori? Mi hanno chiesto se stavo male, quando il sabato non mi vedevano più andare in discoteca. Com'è strana vita! ".

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