Thursday, May 25, 2006

da portatore di handicap a portatore di Luce!
Con enorme piacere pubblichiamo la testimonianza di Rino Montanaro di Pescara.
grazie dio ti benedica Rino!
Mi chiamo Rino Montanaro, sono nato nel 1966 come nel 1995 ho conosciuto il mio Signore e Salvatore Gesù Cristo. Sono nato con una malattia che, fin dai primi giorni di vita, mi costringe su una sedia a rotelle in quanto incapace di muovere correttamente sia gli arti inferiori che anteriori. Quando venni al mondo, i medici pensarono che fossi morto a causa della mia malattia, ma fu mia madre ad accorgersi che ero vivo e, così, mi furono prestati i primi soccorsi.
All’età di sei anni andai in un collegio per bambini portatori di handicap e lì, nel vedere che alcune persone erano state fin dalla nascita più sfortunate di altre , realizzai quanto crudele fosse la vita e cominciai a pormi le prime domande alle quali non ricevevo nessuna risposta. Rimasi li alcuni anni perché, essendo il sesto di undici figli, mia madre non ce la faceva a starmi dietro. Quando i miei fratellini divennero più grandi, tornai a casa. Non ero un ragazzo felice: perché non potevo correre con i miei fratelli? Perché non potevo parlare come gli altri per tirare fuori tutto ciò che maturava dentro di me? Perché dovevo sempre dipendere dagli altri e non essere libero di decidere di alzarmi, lavarmi e mangiare quando volevo io? Perché? Perché? Perché?…Uno dei miei fratelli maggiori morì durante il servizio militare: omicidio o suicidio? E’ questa una delle terribili domande che mi ha perseguitato (e ha perseguitato anche il resto della famiglia) tormentandomi notte e giorno.
E anche qui, nessuna risposta. <> cominciai a gridare. <>. La rabbia era così forte in me che sentivo il bisogno di sfogarmi con quel Dio di cui mi avevano parlato, ma nel quale non credevo o comunque consideravo ingiusto e lontano da me. Quante volte ho rinnegato il giorno della mia nascita e ho desiderato la morte! Ma il Signore, nella Sua misericordia, ha raccolto ogni mia lacrima e ha ascoltato il grido del mio cuore. Mio fratello Claudio sperimentò la potenza liberatrice di Dio e si convertì. Cominciò a parlarmi di Gesù, uomo di dolore che aveva sofferto sulla croce a causa dei miei peccati e che su quella croce si era caricato dei miei dolori, delle mie sofferenze, delle mie malattie.
In un primo momento, non diedi importanza a ciò che mi diceva: come poteva questo Dio d’amore permettere che ci fosse tanto male nel mondo? Ma l’insistenza di mio fratello e il suo evidente cambiamento, mi convinsero ad andare in chiesa con lui. Le persone che vi incontrai erano diverse da quelle che avevo fino ad allora conosciute. Per la prima volta mi sentivo amato e non compatito. Si, l’amore di Dio cominciò a fare breccia nel mio cuore ed uscii da quel luogo con una gioia che non avevo mai provato prima. La rabbia che per tanto tempo mi aveva logorato era svanita e piano piano cominciai a realizzare quanto ingiusto ero stato io nei confronti di Dio accusandolo del mio male.
Lo Spirito Santo iniziò da quel giorno un opera di guarigione in me che mi ha portato a considerare le cose con gli occhi di Dio. Ho compreso che il Signore opera nella vita degli uomini solo quando gli sono totalmente sottomessi e dona loro grandi tesori di pace, gioia e amore: quando tutta l’umanità sarà sottomessa a Dio, allora non vedremo più il male intorno a noi. Il 25 agosto 1995 mi sono battezzato impegnandomi davanti alla comunità di seguire il mio Signore tutti i giorni della mia vita. Ho ricevuto tante promesse da Dio alle quali mi aggrappo con la fiducia che Egli le porterà a compimento. Voglio essere uno strumento nelle Sue mani ogni giorno di più per portare la Sua Luce a quanti sono nelle tenebre della sofferenza, quella Luce che non ha bisogno di tante parole, ma solo di essere lasciata brillare attraverso la nostra vita.
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