Tuesday, December 20, 2005

Blog, a cosa serve, chi lo usa, di cosa si parla


Il Blog è nato negli Stati Uniti da un programma inventato non molto tempo fa, da una geniale coppia di S. Francisco che aveva bisogno di coniugare due necessità: il bisogno di comunicare, ma soprattutto il bisogno di farlo in tempi rapidi.La rete è un mezzo incredibile di comunicazione, ma se si devono attendere i tempi cosiddetti "tecnici" di pubblicazione sul web, l'idea è già svanita e la comunicazione rapida è andata a quel paese.
Lo scopo principale dell'idea iniziale del blogger, era infatti, consentire a un gruppo di lavoro che agisce in luoghi lontani tra loro di comunicare in tempi pressochè reali, mantenendo traccia del filo logico che guida la discussione.Il progetto è andato molto al di là delle intenzioni iniziali. I weblog, le comunità sono diventate come i gruppi di amici che si ritrovano al bar, in cui tutti si conoscono, con le loro regole e i loro codici di comportamento.
Una definizione di weblog può essere formulata partendo dai contenuti, paragonati ad un diario personale o al giornalismo.Concettualmente, dunque, il loro utilizzo si è immediatamente scisso in due settori fondamentali: le notizie e il diario personale.Nel primo caso, un esempio concreto di utilizzo è stato il raccontare da Pino Scaccia, giornalista di TG1, tutti quegli eventi della Guerra in Iraq, che per motivi di tempo non riusciva a presentare durante la messa in onda del telegiornale; cosa che ha fatto, proprio grazie al suo Blog che aggiornava in continuazione dagli Internet Cafe che trovava nel corso del suo cammino.Nel secondo caso, il blog viene utilizzato per mettere online storie personali. La cadenza giornaliera degli aggiornamenti riproduce quasi naturalmente il ritmo del diario, personale e pubblico allo stesso tempo.Il blog privato è una pagina web ordinata cronologicamente e aggiornata di frequente, come quella tipica di un diario. Chi lo compila ci mette dentro momenti della propria vita, osservazioni, sfoghi, commenti, fotografie, ora anche brevi filmati, le pagine web diventano come quelle "Smemorande" di una volta, gonfie di oggetti da conservare.Si scrivono annotazioni, appunti, sensazioni fugaci, un fatto accaduto, un incontro e tutto questo viene registrato sul proprio blog automaticamente con un clik corredato di data e ora registrata in calce a futura memoria.Quindi, nei web log si parla di tutto: di politica, cultura, moda, economia, sport, ma anche del proprio quartiere. E' come una grande piazza dove gruppi di persone chiacchierano.Ma il blog è principalmente un luogo di scrittura dove le idee trovano finalmente spazio in assoluta libertà.Sta, quindi, alla comunità decidere quali contenuti trovano cittadinanza nel blog.Una caratteristica che solo uno strumento libero come il web può oggi assicurare.

Chi usa i Blog
Ormai oggi, il Blog, rappresentano un fenomeno sociale che si espande come una febbre contagiosa. Analisti finanziari, neurologi, ex prezzemoline televisive, preti, pescatori, onorevoli, scrittrici, vogliono tutti avere un blog.Gli autori di blog sono per lo più giovani che hanno un età inferiore ai 30, moltissime le donne.Sono tanti anche coloro che puntano al blog e poi ci ripensano, ma tutto questo fa comunque aumentare le dimensioni della Blogosfera.Riportando un articolo dell'Espresso si apprende come anche giornalisti affermati e personaggi famosi (tra di essi Claudio Sabelli Fioretti, Luca Sofri e Pino Scaccia su citato) aprono il loro blog per raccontarsi via web e sperimentare nuove dinamiche di relazione interpersonale.Luca Sofri, giornalista e autore di Wittgenstein rassegna stampa elettronica con mille lettori al giorno, commenta: «Attorno a quattro-cinque pionieri si sono andati aggregando cerchi concentrici successivi formati da altri weblog, assolutamente diversi l’uno dall’altro». Ciascuno contiene in sé un nuovo potenziale utilizzo del Web. Ma c’è anche il fanatico di pesca con esche artificiali che rivela quali sono i suoi torrenti preferiti per portare a casa tante grasse trote. Ci sono anche gli Amici del Prosecco, un gruppo di buontemponi goliardi e golosi che si scambiano appuntamenti per cicchetti.C’è chi sul blog dà lezioni di spagnolo, chi fornisce consulenze finanziarie, chi, come Reihnard Wilhelm Prior, neurologo tedesco a Bari, risponde su "Neurologia.it" divulgando interattivamente notizie mediche ancora poco note. Chi ha aperto un blog per farsi aiutare a costruire casa e chiede consigli e anche sottoscrizioni sul conto corrente. I blog si fanno anche per gioco. Clarence ha inserito, tra le categorie dei blog che ospita, anche Stranieri, un invito all’integrazione per via mediatica. C’è, anche, il parlamentare che lo usa per dialogare con il suo collegio, mostrando agli elettori quanto lavora, come il forzista Antonio Palmieri, che offre online la cronistoria, delle sue giornate in Parlamento. Ci sono i militanti di partito che propongono weblog collettivi sperando di fare campagna elettorale. Infatti, Derrick De Kerkhove, uno dei più influenti studiosi del fenomeno web ha scritto tra i suoi lavori più recenti, uno sull'effetto "politico" dei blog.Ad esempio, Howard Dean, candidato dei democratici nella corsa alla Casa Bianca, è cresciuto nei sondaggi grazie al traino dei blogger. Micromarketing, promozione, proselitismo religioso, divulgazione, semplici chiacchiere, segnalazione degli scioperi nei trasporti, scambio di consulenze tecniche, gruppi di auto-aiuto: sono solo esempi di quello che si può fare con un blog.
Se il weblog è un modo per filtrare, selezionare e diffondere notizie, è anche un mezzo per aggregare una microcomunità: intorno a un leader, a un argomento, a un problema, a un luogo. Sono cresciuti anche i blog locali, quelli che nascono per parlare di un quartiere, di un paese, di una regione. come "Crocevia.net", pagina milanese, "Bergamoblog" e "Pangea", blog varesino. Nel Sud, anche Vieste, lo stesso Modugno.it (recensito dallo stesso articolo dell'Espresso) e Sibari utilizzano il blog come strumento di autopromozione, soprattutto turistica.
Ma come tutte le rivoluzioni, anche quella dei blog potrebbe presto esaurirsi. «Il rischio», osserva Carlo Formenti, saggista e studioso del rapporto tra nuove tecnologie e dinamiche sociali, «è quello insito nella sensazione di totale libertà e onnipotenza data dai blog. Probabilmente, come già ora accade in America, i blogger andranno incontro a censure e contraccolpi di tipo giuridico o politico». Potrebbero arrivare querele, per esempio, o limitazioni della libertà di espressione. Le conseguenze saranno «Maggiore attenzione e autocensura», poi una scrematura fisiologica (oggi circa il 60 per cento dei blog è costituito da diari personali) che eliminerà la bassa qualità e premierà i weblog più utili, quelli di servizio, consolidandoli su livelli di alta professionalità».
Fonti: Splinder, Il Sole 24 ore, Espresso, Internet News

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